Il paesaggio agrario

Il paesaggio agrario occupa parte preponderante del territorio vestino ed è un elemento di grande importanza ove  leggere e interpretare i segni lasciati della civiltà contadina che lo ha connotato e contraddistinto sino a qualche decennio fa. Questa era, omogeneamente determinata dall’intrecciarsi, nel corso della storia, delle vicissitudini umane con l’ambiente circostante, le condizioni climatiche e la morfologia del territorio, in cui predomina la collina (vedi Terre di mezzo) . Questi fattori hanno definito nel tempo il paesaggio culturale condizionando sistemi agrari, forme di conduzione, produzione e anche la localizzazione degli insediamenti e la conseguente ‘organizzazione territoriale oggi scomparsa.

In essa era prevalente l’agricoltura di sussistenza che insieme alla parcellizzazione della proprietà ha costruito una campagna di piccoli e medi appezzamenti in cui erano predominanti le colture tradizionali della vite, del frumento e dell’ulivo. 

Gli insediamenti sono diffusi e danno origine al fenomeno delle case sparse che diventano nuclei rurali aggregati  soprattutto nella fascia dell’alta collina a ridosso della catena appenninica. Le mutate condizioni economiche e l’attrazione dei centri urbani ha determinato la progressiva scomparsa della civiltà contadina producendo, ove non l’abbandono, la rottura del binomio residenza-produzione presente nell’ antico insediamento rurale.

La campagna vestina è contraddistinta dalle colline che si presentano più accentuate ad ovest verso la fascia pedemontane e gli Appennini e più dolci ad est verso l’Adriatico.

Viste verso il Gran Sasso

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Viste verso l’Adriatico

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Città Sant’Angelo 

Atri

I fossi

Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di fossi e calanchi generati dall’azione erosiva che lo hanno modellato nel tempo. I fossi oggi svolgono funzioni complesse sia dal punto di vista ecologico che produttivo. Incanalano le acque piovane ma funzionano, per la presenza della vegetazione ripariale e delle pioppete, come ombrose  oasi  per il passaggio ed il riparo della fauna selvatica.

Anche stagni e laghetti in campagna assicurano oasi di frescura e funzionano come riserva idrica per la produzione per l’irrigazione.

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I mulini

Lungo i corsi d’acqua, sono a volte  visibili gli antichi mulini spesso diroccati e o nascosti dalla vegetazione . Singolare è quello sommerso nel bacino artificiale di Penne che in estate riappare come un fantasma testimone di modi di vivere del passato

.Le case contadine 

Le vecchie case contadine, luoghi di residenza e lavoro, in gran parte abbandonate e oggi sostituite da edifici residenziali più “moderni” o funzionali alla produzione agricola, appaiono oggi come fantasmi del un passato. Incluse spesso in una “masseria” che ha rappresentato il segno più caratterizzante dell’organizzazione agraria. Quelle più estese venivano coltivate dai “mezzadri”, ognuno dei quali si occupava di un ‘podere’, risiedendo in una casa isolata attigua al fondo in gestione o in insediamenti collettivi di forma e dimensioni più complesse e articolate. Nella campagna oggi è ancora possibile trovare tracce significative della civiltà contadina come antichi utensili, pratiche e prodotti agricoli un dì consuete, spazi e forme architettoniche particolari. Gli insediamenti isolati si presentano a volte con torri il cui uso è ancora oggetto di studio, ma che conferiscono un fascino particolare al paesaggio in cui sono localizzate. ( vedi anche i resti delle civiltà contadina)

         

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Case, casini  e  ville padronali 

Anche se rare nel territorio vestino, alcuni esempi testimoniano, con forme a volte originali e circondate da pini, cipressi o boschetti di querce, la grandezza dell’antica proprietà terriera.

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